Bologna Violenta

27 febbraio 2015

 

Biografia
BOLOGNA VIOLENTA è un progetto nato nel 2005 da un’idea di Nicola Manzan, musicista trevigiano che da allora ha pubblicato sotto questo pseudonimo cinque album, vari ep, split e remix. I suoi lavori sono caratterizzati da sonorità estreme, in cui le batterie elettroniche vengono arrangiate con chitarre grindcore e orchestre classiche.
Le tematiche affrontate sono per lo più riferite ai drammi della vita, al forte contrasto tra l’essere umano e il mondo che lo circonda, ma soprattutto al difficile rapporto tra gli esseri umani stessi.
Dopo un primo omonimo album uscito in CDr nel 2005 (in larga parte influenzato dall’immaginario dei film poliziotteschi, successivamente ristampato in vinile), nel 2010 esce Il Nuovissimo Mondo, disco fortemente ispirato ai cosiddetti mondo-movies che ha portato Nicola ad esibirsi come one-man-band sui palchi di tutta Italia e, negli anni successivi, anche in Europa.
Nel 2012 esce il terzo album, Utopie e piccole soddisfazioni, un disco più apolitico ed introspettivo del precedente, mentre è del 2014 il controverso Uno Bianca, in cui vengono raccontati dei fatti di cronaca senza usare il classico sarcasmo che da sempre ha contraddistinto il linguaggio di BV, un disco spietato e violento che non lascia spazio alla fantasia.
Nel 2015 il progetto è diventato un duo con l’ingresso in formazione di Alessandro Vagnoni come batterista dal vivo e polistrumentista in studio.
BV è stato materia d’esame nel corso di “Arte digitale” all’Accademia di Belle Arti di Venezia e presso la stessa sede è stato anche presentato il progetto The Sound of…, in cui i pezzi di quaranta discografie diverse vengono fatti suonare simultaneamente.
Nicola Manzan è un violinista, polistrumentista e produttore trevigiano. Ha lavorato in studio e dal vivo con artisti italiani ed internazionali, tra cui Jesu, Menace, Igorrr, Baustelle e Fast Animals and Slow Kids.
Alessandro Vagnoni è un batterista, polistrumentista e produttore fermano. Ha collaborato con band death metal quali Dark Lunacy, Resurrecturis, Infernal Poetry. È titolare del progetto Tapewhore e di molti altri piccoli deliri musicali sotto vari pseudonimi.

Recensioni:

07 febbraio 2017 – EDP
30 settembre 2016 – Soundmagazine
07 agosto 2016 – Storia della Musica
29 giugno 2016 – Shiver Webzine
29 maggio 2016 – Vivalowcost
25 maggio 2016 – Discovolante
24 maggio 2016 – Metalitalia
23 maggio 2016 – Rock and More
21 maggio 2016 – Kathodik
20 maggio 2016 – Raised By Gypsies
19 maggio 2016 – Eklektik
16 maggio 2016 – InYourEyeZine
11 maggio 2016 – Rockshock
10 maggio 2016 – Impatto Sonoro
02 maggio 2016 – Music On Tnt
02 maggio 2016 – Rockit
02 maggio 2016 – Music Map
18 aprile 2016 – Scoreav
29 aprile 2016 – Distorsioni
28 aprile 2016 – The New Noise
25 aprile 2016 – Distopic
24 aprile 2016 – Sentireascoltare
19 aprile 2016 – Ondarock
19 aprile 2016 – Losthighways
19 aprile 2016 – La Scena
15 aprile 2016 – Artists And Bands
12 aprile 2016 – Music Coast To Coast
11 aprile 2016 – Dark Underground Music Zine [ENG]
06 aprile 2016 – be.Beap
28 febbraio 2016 – Il Pickwick

Interviste:

20 febbraio 2017 – Audiocentralmagazine
07 febbraio 2017 – EDP
23 settembre 2016 – Il Blog dell’Alligatore
26 agosto 2016 – Fusioni Vol.1
18 giugno 2016 – Aretusea Magazine
08 giugno 2016 – Urban Week
25 maggio 2016 – La Scena
23 maggio 2016 – The New Noise
20 maggio 2016 – Alonemusic
03 maggio 2016 – Dark Underground Music Zine [ENG]
02 maggio 2016 – Distopic
02 maggio 2016 – Rumore
27 aprile 2016 – Radiocicletta
15 aprile 2016 – Morgendoffessummercamp
12 aprile 2016 – Rockit
25 marzo 2016 – Osservatore Italia “Radio Osservatore”
23 marzo 2016 – MeiWeb

Articoli:

10 giugno 2017 – Pentatonique MZ
09 giugno 2017 – Metalitalia
09 giugno 2017 – Salad Days Magazine
08 giugno 2017 – Soundsgood webzine
08 giugno 2017 – Sentireascoltare
30 gennaio 2017 – Radio Onda D’Urto
12 gennaio 2017 – Grindontheroad
12 gennaio 2017 – Noisey (premiere “Colonialismo”)
30 dicembre 2016 – Ondamusicale
28 dicembre 2016 – Smemoranda
21 agosto 2016 – Radio 3 Rai
18 aprile 2016 – Scoreav
12 aprile 2016 – Pratosfera
12 aprile 2016 – Ondamusicale
11 aprile 2016 – Paper Street
11 aprile 2016 – Colori Vivaci Magazine
04 aprile 2016 – Rumore (Anteprima streaming “Discordia”)
31 marzo 2016 – La Scena
28 marzo 2016 – Pratosfera
24 marzo 2016 – Yastaradio
24 marzo 2016 – Grindontheroad
23 marzo 2016 – L’Osservatore d’Italia
23 marzo 2016 – Rockit (anteprima video)
02 marzo 2016 – Music Addiction
1 marzo 2016 – Indie Wave
27 febbraio 2016 – Rockgarage
26 febbraio 2016 – Music Club
26 febbraio 2016 – Grandipalledifuoco
25 febbraio 2016 – Metalitalia
25 febbraio 2016 – MusicMap
25 febbraio 2016 – Impatto Sonoro
25 febbraio 2016 – InfoOggi

Live Report:

28 febbraio 2017 – Riserva Indie
15 febbraio 2017 – Impatto Sonoro
07 febbraio 2017 – Bari Rock City
09 novembre 2016 – Troublezine
08 novembre 2016 – Oca Nera
13 agosto 2016 – Discovolante
12 agosto 2016 – Longliverocknroll
11 agosto 2016 – Metalitalia
12 luglio 2016 – The New Noise
28 aprile 2016 – Losthighways
27 aprile 2016 – Relics – Controsuoni
22 aprile 2016 – Discovolante.blogspot

Recensioni:

26 maggio 2014 – Traniviva.it
17 marzo 2014 – Son of Marketing
16 marzo 2014 – Kathodik
13 marzo 2014 – Iye Zine
10 marzo 2014 – Miscugliando
10 marzo 2014 – Aristocrazia Webzine
5 marzo 2014 – Coolmag
4 marzo 2014 – Shiverwebzine
3 marzo 2014 – Vs-Webzine
26 febbraio 2014 – Rockshock
26 febbraio 2014 – Extra Music Magazine
25 febbraio 2014 – La Caduta
25 febbraio 2014 – Outune.net
24 febbraio 2014 – Mescalina
24 febbraio 2014 – Deer Waves
24 febbraio 2014 – Rockrebelmagazine
24 febbraio 2014 – Senzamecenate
22 febbraio 2014 – Sentireascoltare
22 febbraio 2014 – Loudvision
20 febbraio 2014 – Son Of Flies
20 febbraio 2014 – Ondarock
19 febbraio 2014 – Holden Magazine
17 febbraio 2014 – Il Teatrino degli Errori
14 febbraio 2014 – Just Kids
12 febbraio 2014 – Radiocoop
9 febbraio 2014 – Relics Controsuoni
4 febbraio 2014 – Il Resto del Carlino
3 febbraio 2014 – Roarmagazine
3 febbraio 2014 – Sodapop
23 gennaio 2014 – Terapie Musicali
16 gennaio 2014 – Rockambula
31 dicembre 2013 – Distorsioni
29 dicembre 2013 – Mestolate. wordpress
22 dicembre 2014 – Salad Days Mag

Interviste:

05 febbraio 2016 – Radio Città del Capo (w/Fast Animals and Slow Kids)
25 giugno 2015 – Losthighways
22 giugno 2015 – L’Osservatore d’Italia
17 maggio 2015 – Sottosuolo
06 maggio 2015 – KeepOn
13 aprile 2015 – Dysco
30 marzo 2015 – Radiocicletta
13 marzo 2015 – Estensione
11 marzo 2015 – Distopic
03 febbraio 2015 – Clo’s Art Room Part.1 / Part.2
8 ottobre 2014 – Radio Unica – Karel Music Expo
22 settembre 2014 – KeepOn Festival – KeepOn
6 giugno 2014 – MI AMI Festival – Boombox
24 maggio 2014- HeavyHour
23 maggio 2014 – Rockit
21 maggio 2014- Pizzadigitale.it
13 maggio 2014- Be. Beap
9 maggio 2014- Grindontheroad
27 aprile 2014 – RSI – Cult TV (intervista video)
22 aprile 2014 – Franzmagazine
15 aprile 2014 – Rockambula
15 aprile 2014 – Son Of Flies
8 aprile 2014 – The New Noise
19 marzo 2014 – The Great Complotto Radio – podcast part.1 /podcast part.2
20 marzo 2014 – Almax Magazine
11 marzo 2014 – Rockit
10 marzo 2014 – Aristocrazia Webzine
6 marzo 2014 – Il Mucchio
1 marzo 2014 – Freakout Magazine
18 febbraio 2014 – Blog Italiano
17 febbraio – Sentireascoltare
6 febbraio 2014 – Rolling Stone
4 febbraio 2014 – Buscadero
4 febbraio 2014 – Radiocittàdelcapo

Live report:

25 novembre 2015 – Pratosfera
22 novembre 2015 – Ocanera
29 ottobre 2015 – Bebeap.it
24 ottobre 2015 – Oca Nera
03 settembre 2015 – Metalitalia
06 agosto 2015 – Aristocrazia Webzine
06 maggio 2015 – KeepOn
31 marzo 2015 – Justkids magazine
31 marzo 2015 – Shiver Webzine
31 marzo 2015 – Rockon
19 febbraio 2015 – Rockit
16 gennaio 2015 – Eroicafenice.com
19 settembre 2014 – Outsidersmusica
07 maggio 2014 – Be.Beap.com
13 aprile 2014 – Distorsioni
7 aprile 2014 – Aristocrazia Webzine
7 aprile 2014 – Heavy Hour On Air
4 aprile 2014 – Relics Controsuoni
31 marzo 2014 – Rockambula
19 marzo 2014 – Pauranka Webzine
19 marzo 2014 The Great Complotto Radio
18 marzo 2014 – Romasuona
18 marzo 2014 – The Needle On Air
17 marzo 2014 – The Nerds Attack
17 marzo 2014 – Relics Controsuoni
16 marzo 2014 – 100decibel
16 marzo 2014 – Outune.net
15 marzo 2014 – Onionmagazine
13 marzo 2014 – Loudvision

Speciali:

31 gennaio 2015 – File Urbani – Radio3 Rai
aprile 2014 – Alza il volume – Radio3 Rai 

Articoli vari:

25 gennaio 2016 – La Repubblica XL (live w/Fast Animals and Slow Kids)
23 marzo 2015 – Trentino Corriere

Recensioni:

19 dicembre 2012 – Music On TNT
13 giugno 2012 – Church Of Deviance
08 maggio 2012 – FeedBack Magazine
04 aprile 2012 – Radio Bonobo
30 marzo 2012 – LessThan160
24 marzo 2012 – SpazioRock
18 marzo 2012 – Saltinaria
16 marzo 2012 – Freakout Online
14 marzo 2012 – Rockaction
12 marzo 2012 – the New Noise
05 marzo 2012 – Youthless Fanzine
03 marzo 2012 – RockShock
03 marzo 2012 – Mag Music
03 marzo 2012 – Artists And Bands
02 marzo 2012 – Sherwood
29 febbraio 2012 – Indie For Bunnies
28 febbraio 2012 – Oubliette Magazine
27 febbraio 2012 – Ornitorinconano
27 febbraio 2012 – Distorsioni
27 febbraio 2012 – Storia della Musica
23 febbraio 2012 – Rocklab
22 febbraio 2012 – Ondalternativa
21 febbraio 2012 – Comunicazioneinterna
20 febbraio 2012 – Radio Bombay
20 febbraio 2012 – Ondarock
17 febbraio 2012 – Giorni di Boria
17 febbraio 2012 – Rockambula
17 febbraio 2012 – Nerds Attack
14 febbraio 2012 – Roar Magazine
12 febbraio 2012 – Panopticonmag
11 febbraio 2012 – GoConversano
11 febbraio 2012 – F052
11 febbraio 2012 – Music Zoom
09 febbraio 2012 – Grind On The Road
07 febbraio 2012 – Impatto Sonoro
07 febbraio 2012 – Musica Rovinata
06 febbraio 2012 – Music Map
06 febbraio 2012 – Stordisco
06 febbraio 2012 – Love and Sound
06 febbraio 2012 – Rockol
04 febbraio 2012 – Sound Magazine
03 febbraio 2012 – Metal Italia
02 febbraio 2012 – The White Surfer
01 febbraio 2012 – Bjorko Dio
01 febbraio 2012 – Beat Ramona
01 febbraio 2012 – Acidi Viola
01 febbraio 2012 – Gli Osservatori Esterni
30 gennaio 2012 – Tony Face
30 gennaio 2012 – Lost Highways
30 gennaio 2012 – Eye On Musica
30 gennaio 2012 – Rockit
30 gennaio 2012 – Sound Blog
27 gennaio 2012 – Sentireascoltare
27 gennaio 2012 – Be Happy
27 gennaio 2012 – Let Love Grow
21 gennaio 2012 – L’angolo dello scapigliato
21 gennaio 2012 – Così è se vi pare
19 gennaio 2012 – Beat Ramona

Interviste:

27 febbraio 2013 – Splattercontainer

18 febbraio 2013 – Sdangher blogspot
30 novembre 2012 – 20centesimi.it
08 agosto 2012 – Televisione Pirata
23 luglio 2012 – Katanoise
21 giugno 2012 – The New Noise
21 maggio 2012 – Solomacello Blogspot
20 maggio 2012 – EyeOnMusica
22 aprile 2012 – Youthless Fanzine
15 aprile 2012 – Indie-Eye
01 aprile 2012 – Ondarock
31 marzo 2012 – All You Need Is Punk
30 marzo 2012 – Energie 9
29 marzo 2012 – A Boring Party
28 marzo 2012 – Metal Italia
25 marzo 2012 – Calabria Sounds Rock
15 marzo 2012 – Roar Magazine
14 marzo 2012 – Relics
13 marzo 2012 – Shiver Webzine
03 marzo 2012 – Storia della Musica
25 febbraio 2012 – Rockambula
21 febbraio 2012 – Grind On The Road
19 febbraio 2012 – Stordisco
11 febbraio 2012 – F052
02 febbraio 2012 – Kalporz
01 febbraio 2012 – Articolo Tre
31 gennaio 2012 – Musica Rovinata
31 gennaio 2012 – Dioniso Punk
27 gennaio 2012 – Be Happy

Interviste audio/video:

14 aprile 2012 – Heavy Hour
14 aprile 2012 – Distorsioni
06 aprile 2012 – Bubbonik Booking – Una giornata bervista, Dio non esiste.
08 marzo 2012 – Alza Il Volume
29 febbraio 2012 – Storia della Musica
22 febbraio 2012 – Indiepercui
11 febbraio 2012 – A Dispetto della Discrezione – Sherwood
07 febbraio 2012 – Radio Bombay
08 febbraio 2012 – Radio Eco
19 gennaio 2012 – Momostock – Sherwood
18 dicembre 2011 – TakeMeOut

Live Report:

03 dicembre 2012 – Back Street Of Buscadero
21 novembre 2012 – KeepOn
02 novembre 2012 – KeepOn
10 ottobre 2012 – Rolling Stone
04 luglio 2012 – Impatto Sonoro
02 luglio 2012 – Metalitalia
28 giugno 2012 – Mag Music
14 maggio 2012 – Losthighways
14 aprile 2012 – Eye on Musica
25 marzo 2012 – Bjorko Dio
12 marzo 2012 – Nerds Attack
21 febbraio 2012 – Shiver Webzine
14 gennaio 2012 – Eye On Musica


Recensioni ed interviste cartacee:

 Cagnara – 17 febbraio 2013

Ecco L’intervista a Nicola Manzan……Bologna Violenta

Partiamo dalla copertina del disco ”Utopie e Piccole Soddisfazione”. Ha un significato Particolare?
La copertina rappresenta lo schema del parlamento italiano, il cosiddetto emiciclo, ripulito dai posti a sedere. Una specie di purezza ritrovata, dopo anni di nefandezze e poco rispetto non tanto delle istituzioni rappresentate, ma di noi cittadini che subiamo la stupidità delle persone che ci (mal) governano. Al giorno d’oggi sembra un’utopia poter vivere in un paese dove l’interesse personale non prevalichi costantemente i bisogni altrui. Mi piaceva l’idea di mettere un disegno semplice che rappresentasse, pur nella sua semplicità, un’utopia.
Perchè è sempre la solita storia…. Ma un giorno Muori..
Perchè è la vita tipica dell’uomo occidentale, intrappolato in routine e abitudini che tendono a portare ad un’alienazione generale che un pò mi spaventa. Passi una vita a fare sempre le solite quattro cose, nei soliti quattro modi, ma un giorno un piccolo particolare cambia e sei morto. Nel frattempo, magari, non ti sei neanche reso conto di tutto ciò che la vita poteva offrirti, tutto preso dal ciclo costante dei tuoi eventi. Dietro a questo pezzo, però, c’è anche l’idea che, volenti o nolenti, la nostra vita è fatta di cicli continui, di continue ri-partenze, magari molto simili tra loro, ma con risultati sempre diversi, tutti incerti, a parte l’ultimo, che è la morte ed è certa per tutti…
Remerda (brano del disco) è in relazione a…..?

beh, diciamo che è in relazione alla classe dirigente italiana. E’ un pezzo scritto verso la fine del governo di Berlusconi, in cui avevo l’impressione che ogni cosa che passava per le sue mani (o di quelle dei suoi meravigliosi ministri) finisse inesorabilmente nel cesso, con la gente che non si rendeva conto di niente, accecata dall’immagine di questo politico simpatico, puttaniere e tendenzialmente furbo (nel senso di disonesto) in cui si riconosce una bella fetta di popolo italiano. Il pezzo finisce in maniera allegra, col popolo che si accorge di cos’è successo e si nutre di questo fantomatico e pantagruelico politico che li ha portati alla fame. anche questa è un’utopia, visto che Berlusconi è tornato in politica proprio in questi giorni e sembra che ci sia ancora qualcuno che gli va dietro. Ma del resto al peggio non c’è mai fine.
Perchè la Cover di Valium Tavor Serenase?

Mi era stato chiesto di fare una cover dei CCCP per un tributo, l’idea mi piaceva, visto che il loro primo album è uno deschi che mi hanno decisamente cambiato la vita. Volevo rendere questo pezzo moderno e devastante, come forse avrebbero fatto loro se l’avessero registrato in questi anni. Ecco spiegato il motivo per cui il walzer da balera nella parte centrale è diventato un pezzo truzzo da discoteca con tanto di vocalist…
Quali sono le soddisfazioni per Bologna Violenta?

Di soddisfazioni ce ne sono tante, mi piace cercare di godere anche delle piccole, che a volte sembrano così insignificanti, ma spesso ci aiutano nella vita di ogni giorno A volte essere soddisfatti delle piccole cose che si hanno e si che si fanno, senza puntare per forza troppo in alto, fa si che poi ci si arrivi in alto, in un modo o nell’altro. Come dire: fai le cose nel tuo piccolo, ma falle al meglio, perchè sono la tua vita, quindi sono grandi a loro modo.
E le Utopie?

Le Utopie sono molte anche in questo caso. Mi piacerebbe che la gente cambiasse mentalità, che riuscisse a far trionfare la ragione una volta per tutte. Sarebbe bello se l’intero genere umano si liberasse finalmente dall’ottusità che la contraddistingue…
(Mauro Francioni)

 

LA TRIBUNA – 29 novembre 2012

“LA MIA MUSICA FA MALE E IL MIO NOME E’ BOLOGNA VIOLENTA”

“La musica può far male”. La conferma arriva ascoltando Nicola Manzan che sarà dal vivo venerdì al centro sociale Pedro. Il nome del suo progetto solista è “Bologna Violenta”. C’è un riferimento evidente ai polizieschi italiani e ai B-movie in generale, ma anche un’indicazione geografica e un manifesto musicale. “Oltre che alla storia della cinematografia italiana è un nom che ha molti riferimenti alla mia vita” spiega il polistrumentista trevigiano “nel 2003, a 27 anni, sono andato a vivere a Bologna ed è stato come uscire dal nido, mi sono scontrato con la realtà e sono stati anni di grandi cambiamenti. Per raccontare tutto questo volevo fare un disco violento e così è stato”. Bologna Violenta spazia dalla modern classica alla Olafur Arnalds fino ai territori elettronici del break-core, attingendo sempre a piene mani dal metal più estremo. Manzan è diplomato in violino al Conservatorio, è apprezzato turnista sia dla vivo che in studio (ha collaborato con il Teatro Degli Orrori e Baustelle), ma i suoi orizzonti musicali virano verso la musica più estrema: il grind. “Il grind è disintegrazione del sistema in senso musicale e filosofico. Ha l’effetto di un pugno in faccia!”. Musica che fa male, appunto, non solo per il suono dirompente ma anche per i messaggi. Sulle basi si innestano parlati, registrazioni vocali e campioni, che oscillano tra l’orrido, l’agghiacciante e lo scandaloso. Dal vivo è un one man show che lo vede protagonista soprattutto come direttore dell’orchestra elettronica e chitarrista: “Lo spettacolo dura tre quarti d’ora, sono circa 40 brani, due col violino e uno col theremin”.
(Matteo Marcon)

 

IL PAESE NUOVO – Novembre 2012

Dopo ben due album e circa duecento concerti in giro per l’Europa nel gennaio di quest’anno il polistrumentista Nicola Manzan, in arte Bologna Violenta, ha pubblicato il suo terzo album: “Utopie e piccole soddisfazioni”, un disco che spazia dalla musica classica al rumore puro. Lo presenta domani a Squinzano, alle 22 all’Istanbul Cafè. In apertura del concerto si esibiranno gli emiliani Zeus. Trevigiano, classe 1976, negli ultimi anni Manzan ha collaborato con alcune delle più importanti band del panorama musicale italiano quali Baustelle o Il Teatro degli Orrori. Il progetto Bologna Violenta nasce nel 2005 ispirato ai film poliziotteschi italiani degli anni Settanta, una musica serrata nella quale la melodia è quasi assente e la chitarra distorta la fa da padrona.
Come nasce questo tuo terzo album?

Da otto mesi di prove in cui mi sono ritrovato a confrontarmi con quello che avevo già fatto e con quello che volevo ancora fare. E’ un disco dove ho cercato di mettere dentro tutto me stesso: sono abituato a lavorare parallelamente con più progetti e quindi tendo a sistemare la mia anima più pop in alcuni e quella legata alla musica classica in altri. In questo disco, non dovendomi confrontare con questa sorta di schizofrenia ho potuto mettere il tutto nello stesso lavoro. L’utopia è proprio quella di far convivere queste due mie anime.
Come fanno a convivere in te le due anime di violinista classico da un lato e di chitarrista e compositore estremo dall’altro?

Avendoci sempre convissuto in realtà non ci penso. Fino ad un certo punto della mia vita le ho tenute ben separate: al mattino andavo al conservatorio e la sera suonavo con le band. Questa separazione al momento non c’è più, ascolto e studio ancora la musica classica, grazie a questo ho la fortuna di capire cosa sto ascoltando e siccome non sono un grande amante della musica classica contemporanea, in quanto a mio parere non riesce a comunicare quasi nulla all’ascoltatore, ci provo io a modo mio.
In questi anni hai collezionato una serie di collaborazioni eccellenti, in futuro ci sarà qualche altra sorpresa?

Sì, ma è ancora troppo presto per parlarne. Si tratta di un progetto piuttosto grosso quindi per scaramanzia non ne parlo. Nel frattempo cerco di concentrarmi solo su Bologna Violenta e sulle collaborazioni in studio che mi chiedono in tanti.
Che concerto vedremo a Squinzano?

Spero un bel concerto. Di solito non riesco ad essere molto morigerato sul palco. Suono i brani dei miei tre album lasciando molto spazio all’ultimo e ad estratti di film poliziotteschi. Sul palco ci sarò io con la mia chitarra, il violino e gli effetti.
Suoni molto in giro per l’Europa. A tuo parere il metal ed in generale il suono distorto e pesante è un suono globale?

Secondo me sì, un tempo era molto più elitario ma, a partire dalla metà degli anni Novanta, grazie a band quali Nirvana e Metallica questo suono si è totalmente sdoganato. Il metal poi viene seguito quasi come fosse una religione
Un’ultima domanda: che idea hai del Salento?
Ho delle belle immagini in testa. Non l’ho mai vissuto da turista. Sono legato un po’ a tutta la Puglia anche per vicende sentimentali. Posso solo dire che da casa mia a Santa Maria di Leuca c’è una distanza di 1070 chilometri, più o meno la stessa che c’è per arrivare a Berlino. Non vedo l’ora di tornarci.
(Ennio Ciotta)

ROLLING STONE – Aprile 2012 #102

Bologna Violenta è l’alterego di Nicola Manzan, polistrumentista già collaboratore di nome come Ligabue, Ronin, Baustelle. Non aspettatevi però muri di wah-wah o funk in stile poliziottesco italiano anni’70. Piuttosto, 21 schegge sonore impazzite in meno di mezz’ora, tra parlato, scratch, electro-hardcore e intermezzi per archi, più l’ottima cover di Valium Tavor Serenase dei CCCP Fedeli Alla Linea. Il risultato è un cut-up tra i primi Ministry e i Naked City di John Zorn, una valvola di sfogo a fantasmi privati, una feroce satira dell’esistente, una schizofrenia musicale molto ben temperata.
(Manlio Benigni)

BLOW UP – Marzo 2012 #166

Per esser la città italiana “giovane-intellettuale” per antonomasia, va detto che questa Bologna sarebbe un po’ troppo violenta. Ma è una violenza tutta cerebrale e di testa, e questo basta a fare di “Utopie e piccole soddisfazioni” una sorta di concept socio(patico) intellettuale, come un commentario sull’evanescenza e la catarsi della violenza stessa. Nicola Manzan fa il verso al grindcore e ai terrorismi elettronici di qualche anno fa (Kid 606, Atari Teenage Riot) ma li travasa in un contenitore che dobbiamo dire wagneriano-sinfonico-cameristico perché l’occhio sonoro si è spostato dalle soundtracks dei b-movies & poliziotteschi assortiti alla musica classica, e non solo per gli intermezzi d’archi che intervallano le rapidissime tracce ma anche per le strutture delle tracce stesse, messe in piedi come micropartiture a suon di scudisciate noise (la classica è comunque stata sempre una delle basi più forti del grindcore, mai sottostimare!). Così d’un fiato (anche due) la mezzora passa lasciando un ricordo positivissimo e fuggevole, memorabile e passeggero (memorabile perché passeggero). Capolavoro del disco la cover di “Valium Tavor Serenase” dei CCCP, con Aimone Romizi alla voce, veramente deflagrante soprattutto perché a dar l’abbrivio alle due esperienze (Bologna Violenta e CCCP) sono/erano motivazioni intellettive pressocchè opposte: complimenti.
(Stefano Isidoro Bianchi)

MUCCHIO –  Anno XXXVI – #692 – Marzo 2012

Il polistrumentista Nicola Manzan è il Dr.Jekyll & Mr. Hyde del rock italiano. Di giorno, si fa per dire, è sessionman di lusso per la crema della scena tricolore (lo ricordiamo per lunghi periodi a fianco di Baustelle e de Il Teatro degli Orrori); al calar del sole, invece, lavora in proprio con lo pseudonimo di Bologna Violenta. E, a giudicare da quanto propone, le sue devono essere notti popolate di incubi terribili, in cui la quotidianità mostra le proprie brutture peggiori. Secondo album ufficiale del progetto (non contando quindi, cd-r e affini), “Utopie e piccole soddisfazioni” lascia da parte le citazioni cinematografiche del precedente “Il Nuovissimo Mondo” (2010) concentrandosi solo sulla musica: un ottovolante lanciato a velocità folle tra hard e grindcore, terrorismo digitale alla Atari Teenage Riot, partiture classicheggianti, campionamenti vari, arpeggi acustici e accenni di canzoni (tra cui un’inquietante cover di Valium Tavor Serenase dei CCCP, con ospite la voce di Aimone Romizi dei Fast Animals and Slow Kids). Nemmeno trenta minuti suddivisi in ventuno titoli: schegge impazzite di ultraviolenza sonora nelle quali ci pare di scorgere un ritratto tanto desolante quanto purtroppo realistico del mondo che ci circonda; estreme, certo, ma potenzialmente affascinanti anche per chi certi suoni non li ha mai frequentati.
(Aurelio Pasini)

ROCKERILLA – #379 – Marzo 2012

Orchestre d’archi, chitarre granitiche, parentesi elettroniche, cori di monaci benedettini e intermezzi hardcore-punk. Cosa c’entrano l’uno con l’altro? Niente, almeno finchè non si ascolta il nuovo album di Bologna Violenta. Ventuno tracce di puro delirio strumentale, per la durata media di un minuti ciascuna, si reggono miracolosamente in piedi l’un l’altra, in un’esperienza musicale particolare, originale e incredibilmente piacevole. Riferimenti al mondo del cinema, che hanno caratterizzato i due lavori precedenti, sono questa volta assenti, per dare completo spazio alla musica in tutte le sue declinazioni emotive. Da ascoltare “Remerda” e la cover di “Valium Tavor Serenase” dei CCCP.
(Daniele Coluzzi)

LA STAMPA – giovedì 22 marzo 2012

Il Centro giovanile Hibou della placida Chatillon sarà stasera scosso da Bologna Violenta. Pur essendo, infatti, costituito dal solo Nicola Manzan (che canta e suona chitarra e violino), il progetto si caratterizza per un travolgente impatto sonoro, esaltato dall’uso di basi con campionamenti e sampler. Diplomato in violino, il trentacinquenne trevigiano negli ultimi anni ha lavorato in studio e dal vivo con band importanti del panorama musicale italiano (Baustelle, Ronin, Teatro degli Orrori), esordendo nel 2005 con il cd “Bologna Violenta” caratterizzato da ritmiche serrate e riff punk-hardcore.« Per anni – spiega – in Conservatorio mi avevano detto che per essere espressivo dovevo avere una tecnica impeccabile e suonare bene. Poi ascoltando il metal e l’hardcore, ho scoperto che c’erano centinaia di gruppi che, pur non conoscendo la musica e non sapendo suonare, riuscivano a comunicare benissimo, anche musicalmente». Sull’intenzione di fare «musica violenta e rumorosa» ha influito anche l’impatto traumatico con Bologna, da cui il titolo del progetto. «Vi ero andato in cerca di gloria – racconta – e, invece mi ha talmente “svegliato” che, per un certo periodo, ho smesso di suonare e mi sono messo a fare l’operaio».Dopo il “Nuovissimo Mondo” , è arrivata la recente pubblicazione del cd “Utopie e piccole soddisfazioni”, caratterizzato da pezzi molto brevi e da una parziale pacificazione, sia musicale («col passare degli anni ha cominciato a venire a galla il mio animo più romantico e violinistico») che umana. «Mi sono reso conto – conclude – che dietro le grandi utopie che muovono il mondo quello che rende bella la vita sono le piccole soddisfazioni. Sono come delle ciliegine molto dolci su una torta di merda, che fanno sì che la vita valga la pena di essere vissuta». La serata che inizierà alle 21 e 30 prevede anche l’esibizione dei valdostani The Room e Frances-K. L’ingresso al centro Hibou è consentito ai soli soci (costo tessera 10€ con consumazione inclusa).
(Gaetano Lo Presti)

IL CORRIERE MERCANTILE – 16 febbraio 2012

“Utopie e piccole soddisfazioni” è uscito la scorsa settimana per Wallace Records/Dischi Bervisti (Edizioni Kizmaiaz) con distribuzione Audioglobe. E il titolo prende spunto dalla riflessione sul fatto che, nonostante siano le grandi utopie a muovere il mondo, alla fine sono le piccole soddisfazioni di ogni giorno a rendere la nostra vita migliore. O almeno è quello che pensa Nicola Manzan, l’artista che fa da motore al progetto “Bologna Violenta” e, che durante l’estate appena trascorsa ha registrato questo album con ventun pezzi ma della durata di poco meno di mezzo’ora, capace di abbracciare il rock e la sperimentazione. Sito internet:www.facebook.com/bolognaviolenta.
(Francesco Casucelli)

BUSCADERO – Anno XXXII – #342 – Febbraio 2012

Aveva esordito un paio d’anni fa, sotto lo pseudonimo Bologna Violenta, Nicola Manzan, violinista e multistrumentista che in Italia ha suonato con miriadi di gruppi ed artisti. Torna oggi con un album, “Utopie e piccole soddisfazioni” che non cambia ovviamente radicalmente rispetto all’esordio ma che, fin dai primi ascolti, appare più riuscito e consapevole. Rimane un sound spietato e ottundente questo, una sorta di grindcore spesso strumentale, con drum machines sparate a tutta velocità e chitarre sature e distorte, raggrumate in pezzi che in larga parte s’accendono e bruciano in durate quantificabili più in secondi che non in minuti. Tutto questo potrebbe apparire quale pura violenza gratuita, non fosse per degli elementi che ad una osservazione più attenta vengono alla luce: innanzitutto l’ironia amara (politica?) che sottende tutto il progetto (titoli indicativi come “Vorrei sposare un vecchio”, “Il convento sodomita”, “Popolo Bue” e “Fianle con rassegnazione” raccontano coi suoni molto più e meglio di quanto farebbero mille parole), ma poi anche l’abilità con cui è costruita la scaletta (come fosse una storia) ed il melange di suoni che costituisce le canzoni (partiture classiche, cori, campionamenti, momenti di lirismo fusi a rumore puro). Nominare un pezzo piuttosto che un altro risulterebbe esercizio sterile, però almeno l’azzeccata “Valium Tavor Serenase” dei CCCP ed il finale mesto e malinconico (quasi sei minuti) della citata “Finale con rassegnazione” ve li voglio evidenziare. Un disco che definirei addirittura importante.
(Lino Brunetti)

IL VENERDI’ di Repubblica – 10 febbraio 2012

Immaginate di essere colpiti da una serie di scariche elettriche nel petto, mentre qualcuno vi grida nelle orecchie e un ritmo malefico striscia in sottofondo. Lui è Nicola Manzan, ovvero Bologna Violenta. Al terzo disco rimane in zona brutal-grind-electro. Violenza pura. Voto 3/5
(Luca Valtorta)

RUMORE – #241 – Febbraio 2012

L’impressione nello schiacciare play e ricominciare per l’ennesima volta a subirne le bordate sonore, è che si tratti letteralmente di una pietra miliare. Utopie e piccole soddisfazioni, cioè, risalta tra i padiglioni auricolari perché marchiato da sangue e merda varia, nonché in quanto opera completa e degna di figurare come tappa imprescindibile del nostro. Altresì detto: si ringrazia Nicola Manzan, in arte Bologna Violenta, per la riuscita dell’evento. La prima sorpresa attesa con timore, è che si tratta di musica sino ad oggi mai così fortemente compiuta e autosufficiente quanto nelle tracce date ascoltare. L’altra, complementare, è che all’interno delle note di questo disco campeggia, enorme, violenta, la melodia; diventa qui questione fondante per le musiche stesse, in parallelo ed equivalenza con l’anima più schiettamente feroce e metallica dell’insieme. Va da sé che non si trovano sulla strada rivoluzione estetiche copernicane, la materia fondante resta la medesima di sempre: una forma di grind spurio e mutante sparato tra encefalo e orecchie. Piuttosto, corre in bilico tra parodia e piacere autentico, bastando a se stesso in quanto suono e creazione.
A colpire, tuttavia, calandosi fuori dal percorso personale relativo all’artista (e a quanto ne deriva in termini di ottica solista – narcisista ed esercizio della professione nei termini delle collaborazioni con Teatro degli Orrori, Non Voglio Che Clara, Baustelle, etc), è il collasso o l’esplosione/implosione della musica stessa, in grado di deflagrare punk, metal, 8-bit, noise, divertissement, solipsismo, elettronica di varia matrice, musica da camera e compagnia, e ancora convincere in virtù della qualità spicciola del materiale. Poche paturnie intellettualoidi e tonnellate di piacere auricolare. Qualora insomma cerchiate un album “heavy” in grado di offrire qualcosa di più di una variazione sul tema, sapete dove cercare. Utopie e piccole soddisfazioni è un disco intelligente, lungimirante, radicale, ben strutturato e da distribuire nelle scuole per traviare le generazioni a venire. Voto: 8

[BOX] SON SODDISFAZIONI

Se riuscite a immaginare uno scontro tra Carcass e Children of Bodom, virando il tutto su un approccio da unminuotevia, siete già a metà dell’opera. A mancare è l’impalcatura compositiva principale dei brani, da qui le parole del Manzan, il quale dice: “ Di mio ascolto molta musica classica, in fondo da lì deriva la mia formazione musicale. Credo si senta nel nuovo album, che sento veramente mio, targato Nicola Manzan 2011/2012. La differenza tra questo disco e gli altri sta proprio nell’uso degli archi. Ho sostituito ai synth o al piano elettrico quanto ra più naturale, dato che sono un violinista. Ho deciso per una volta di inserire all’interno del mio lavoro quanto solitamente faccio e compongo per gli altri, insomma. Sono usciti fuori una decina di pezzi, forse anche più, dove sono gli archi stessi dare la linea melodica. E se anche la mia musica non è una cosa nuova in senso stretto, adesso spicca decisamente di più, c’è un aspetto direttamente melodico, tanto che io mi canto i pezzi nuovi sotto la doccia (ride nda). Piuttosto che puntare su chitarra, basso e batteria, che da questo punto di vista sono piuttosto invariati, la ricerca parte da un impianto strutturale proprio dalla musica classica, con gli archi fondamentali, appunto. E questo si ricollega anche al fatto di avere un suono di base riconoscibile per il disco, dei brani che diano subito emozioni. L’idea voglio sia espressa nella maniera più forte possibile, senza usare la parola o necessariamente la chitarra”. Missione compiuta, nonostante cover dei CCCP, interventi marchiati Agoraphobic Nosebleed e delirio vario. O in virtù di?
(Daniele Ferriero)

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